Freddo per il clima. Freddo per il distacco che ogni tanto fa bene.
Ho visto oggi i filmati dell’assemblea del 30 ottobre. Posso essere più o meno d’accordo con alcune cose che sono state dette, ma sicuramente sono offesa dalle reazioni di Maria Pia ai commenti alla relazione fatta da Rossella.
Premesso che stimo Rossella e non me la prendo con lei, ma la relazione è molto incompleta rispetto quanto si sente nei filmati. Forse io sono eccessiva, ma nessuno può mai aver tacciato di incompletezza i miei verbali. Perché questa pignoleria? Perché chi è presente alle riunioni deve sempre poter sottoscrivere ogni parola, confermando che sia stata detta in quel certo modo e in quel determinato momento. Modi e momenti sono fondamentali nel rapporto dialettico, specialmente in una discussione pubblica e ritengo fondamentale cercare di far comprendere agli assenti quel che è avvenuto in riunione.
Chiusa la premessa sul mio concetto di relazione, passiamo alla sostanza del mio intervento.
Salvo dice bene quando afferma di parlare a nome mio, vista la mia lontananza e la nostra piena condivisione di temi e di idee.
Il comportamento del CPS di Palermo alla manifestazione del 23 è stato, a mio avviso, inaccettabile.
Intanto era una manifestazione, vero, dei COBAS, ma l’autorizzazione è stata chiesta da loro e anche da ME come “precari scuola”, quindi né InFormalMente, né Palermo 2013, né altro, solo precari. Vero, io non c’ero. Ma se il 22 vi avessero chiamato per dirvi: “Accetta una cattedra completa fino al 30 giugno su posto vacante? Deve essere qui il prima possibile!” voi che avreste fatto? Avreste aspettato il contratto di disponibilità o avreste detto “Posso venire il 24 che domani ho una manifestazione cui andare?”.
Ben diverso il caso in cui ti capita di parlare davanti a Franceschini. Quell’incontro sì che poteva essere rinviato, dato che nel pomeriggio ce ne sarebbe stato un altro (cui le nostre eroine hanno partecipato pure) per prendere parte alla manifestazione. Ancora, una delle due UNICHE rappresentanti del CPS a Palermo andava alla manifestazione, l’altra andava da Franceschini.
Purtroppo non sembra chiaro il ruolo di un rappresentante. O meglio, quando il rappresentante è autoreferenziale non si pone il problema. Quando invece deve spiegare il suo operato a chi rappresenta, il problema se lo deve porre, eccome!
Quando a settembre chiedemmo l’allargamento dei rappresentanti CPS a Palermo era proprio per evitare questo genere di problemi. L’ampliamento fu bene accolto da Maria Pia ma stroncato dal “padre/padrone” del CPS, Brunello Arborio, che dalla sua postazione telematica di Terni ritiene di essere in grado di comprendere le situazioni di ogni singola città o paesello e di potere quindi essere l’unico in grado di nominare i referenti e i rappresentanti. Il buon Brunello caccia i nuovi arrivati con un perentorio “le uniche rappresentanti riconosciute sono Maria Pia e Antonella.”
Amen.
Allora, a questo punto, le signore Maria Pia e Antonella spieghino a coloro che rappresentano (e questi chiedano spiegazioni) perché hanno preferito passare la giornata ad inseguire Franceschini da un capo all’altro della città anziché andare alla manifestazione che si svolgeva in favore della scuola pubblica e che si sarebbe conclusa con una “udienza” alla Presidenza della Regione con, tanto per cambiare, il solito Cianciolo. Ma quello è il nostro riferimento regionale. O non vi interessa più?
Mi piace ricordare, infine, che apprezzo gli sforzi del CPS Palermo, ma non tollero che questo disprezzi gli sforzi degli altri.
Maria Pia è in piazza “da 15 mesi” (cit.). Bene. Brava.
Ma non sarai mica l’unica? Insieme a te, e magari da più tempo di te, c’è tanta altra gente che rinuncia a famiglia, figli e vacanze da anni e anni. E però non si piange addosso. Anzi, è sempre disponibile e desiderosa di fare, di agire!
Dico l’ultima. Maria Pia accusa di mancanza di rispetto e di impossibilità di esprimersi.
La mancanza di rispetto che dimostra Maria Pia ogni volta che si arroga il diritto di parlare per chi non le ha mai dato titolo a farlo? La capacità cronica di interrompere quando qualcuno dice una cosa che non le sta bene? La buona abitudine che quando il discorso non le conviene ti gira le spalle e se ne va, magari portandosi via “il pallone” come i bambini?
Chi deve imparare il significato della parola rispetto?